Descrizione

Il Museo delle Truppe della Marina di Fréjus ti invita a scoprire la storia della Francia d’oltremare e delle sue Truppe della Marina. Le armi, che hanno permesso di creare alla Francia il suo impero coloniale, ci svelano la loro storia una vetrina dopo l’altra. Il filo conduttore della visita al museo è l’armamento, e le molteplici collezioni aiutano a raccogliere una bella testimonianza dell’ingegneria dell’Esercito attraverso i secoli.

Coordinate

Museo delle Truppe della Marina

167 Avenue Troupes de Marine, 83600 Fréjus

Biglietteria

Informazioni pratiche

Condividi

Ci piace perché...

  • Unico museo in Francia dedicato alle Truppe della Marina
  • Un'immensa collezione presentata attraverso 120 vetrine

Informazioni pratiche

Apertura

Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 12 e dalle 13:30 alle 18

Ingresso libero.
Aria condizionata.
Visite guidate su appuntamento.

Musée des Troupes de Marine

Musée des Troupes de Marine

 

 

Il museo in video

Il Museo delle Truppe della Marina: la storia

Aperto nell’ottobre del 1981, il Museo delle Truppe della Marina è uno dei quindici musei dell’esercito. Le sue collezioni invitano a scoprire la storia delle Truppe della Marina e della Francia d’oltremare. Qui si svolgono anche laboratori pedagogici, conferenze, esposizioni temporanee e mostre di pittura.

Museo di storia, di scienza, tecniche artistiche e tradizioni militari, ma anche di avventure umane, il Museo delle Truppe della Marina presenta una rievocazione attraverso oggetti museali, archivi o documenti iconografici.

La storia dell’Arma, che ha permesso di creare alla Francia il suo impero coloniale, funge da filo conduttore alla storia della Francia d’oltremare.120 vetrine, 55 uniformi, 100 armi da fuoco e armi bianche, dalle sciabole della marina del 1769 al revolver Lefaucheux del 1858, e 250 decorazioni.

Alcune pitture permettono di presentare l’integralità delle divise e uniformi indossate da Marsouini (fanteria marina), Bigors (artiglieria marina) e dai fucilieri, dal XVII secolo fino agli anni 30 del XX secolo.

La storia presentata nel museo si estende su più di quattro secoli.

Nel 1622, Richelieu creò le “cento compagnie del mare”, la prima truppa di fanteria di marina.

A partire dal XVIII secolo si procedette al reclutamento di truppe indigene: inizialmente i Sepoy in India (1750) poi i Laptots di Gorea, in Senegal (1765).

Il corpo reale di fanteria fu creato nel 1769 e poi sostituito nel 1772 dal corpo reale della marina. Per la prima volta, la bandiera d’ordinanza portava un ancora marina, segno simbolico che le Truppe della Marina hanno conservato sui loro attributi fino ai giorni nostri.

I ricordi dell’ancien régime sono rari nel museo, ma tra i principali troviamo la prima pistola regolamentare della marina (1779).

L’artigliera della marina prese parte alle campagne dell’Impero, in particolare a Lützen (1813); si tratta dell’iscrizione di battaglia più antica presente sugli stemmi delle Truppe della Marina.

Nel XX secolo, essendo solo trasportati a bordo dei bastimenti, i soldati di fanteria della marina furono soprannominati “Marsuini” dai marinai, in riferimento ai cetacei che accompagnavano le navi.

Alcune vetrine mostrano i combattimenti della “Divisione Blu”, che lottò “fino all’ultima cartuccia” nelle Ardenne nel 1870, a Bazeilles. Dal 1986, Fréjus ospita ogni anno il raduno della grande famiglia dell’Arma, il 31 agosto, giornata della “Festa di Bazeilles”.

L’epopea coloniale della terza repubblica viene rappresentata attraverso ricordi dell’Africa, del Pacifico e dell’Indocina.

Nel 1900, le Truppe della Marina abbandonarono la marina e furono collegate al Ministero della Guerra (Esercito), sotto il nome di “Truppe Coloniali”.

Tra i coloniali più famosi, citiamo il maresciallo Gallieni, onnipresente nel museo e cittadino di Fréjus d’adozione. Il museo conserva ancora l’automobile Koch che utilizzò in Madagascar dal 1900 al 1905.

La guerra 1914 – 1918 è illustrata attraverso sei vetrine. Vengono rievocate l’esposizione coloniale e la sfilata del 14 luglio 1931, attraverso manifesti e ricostruzioni in miniatura della sfilata.

Anche la seconda guerra mondiale è rappresentata, oltre alle guerre d’Indocina e Algeria.

Le truppe coloniali nel 1958 diventarono le truppe d’oltremare, per poi ritornare ad essere le truppe della marina nel 1961.

Nemmeno le suddivisioni dell’arma o le specialità scomparse vengono dimenticate nel museo: intendenza coloniale, servizio del materiale e delle costruzioni, telegrafisti coloniali, meharisti, aviatori e servizio di sanità, che ebbe un ruolo importante.

Troviamo anche una succinta rievocazione di operazioni recenti.

Il museo, Conservatorio del patrimonio delle Truppe della Marina, è anche un polo per differenti attività: conferenze (sala da 200 posti), mostre temporanee.

Creato nel 1996, il suo Centro di Storia e di Studio delle Truppe d’oltremare (CHETOM) è stato classificato come archivio dal Ministero della difesa: 12000 libri, 800 scatoloni di archivi sono a disposizione di storici e ricercatori e possono essere consultati sul posto.